A rischio l’etichettatura delle carni avicole. Scade a fine mese l’ultimatum della Commissione europea all’Italia.

Dal 17/10/05 sono in vigore nel nostro Paese le nuove disposizioni del Ministero della Salute sull’etichettatura del pollame che permettono al consumatore di avere informazioni dettagliate sulla provenienza delle carni avicole in commercio.

Secondo la Commissione Ue l’ordinanza del ministro della Salute (26/08/2005), che nel momento del picco massimo dell’emergenza aviaria aveva introdotto l’obbligo di indicazione dell’origine nell’etichettatura delle carni avicole, sarebbe in contrasto con la normativa comunitaria perchè ostacolerebbe la libera circolazione delle merci causando discriminazioni nel mercato interno e in altri scambi.
Questo è quanto risulta dal parere motivato – primo passo verso l’apertura di una procedura di infrazione – inviato al Governo Italiano il 18 luglio scorso, con la richiesta di un sollecito intervento per il ripristino della normativa preesistente (indicazione dell’origine facoltativa).
Secondo quanto previsto dal regolamento 1906/90 sulla commercializzazione dei prodotti a base di pollame, gli Stati membri possono richiedere l’etichettatura d’origine solo nel caso in cui l’assenza di tale informazione possa indurre in inganno o confondere il consumatore – e questo, a giudizio della Commissione, non è il caso.
Sia la Coldiretti che il  Ministero competente hanno dichiarato pubblicamente che faranno di tutto per impedire che si ritorni alla normativa previgente (etichettatura facoltativa) annunciando che daranno battaglia nelle sedi competenti, rivendicando nei confronti dell’Unione europea la validità del sistema italiano di rintracciabilità del prodotto.

Nota
Con il ripetersi di frodi ed emergenze alimentari e nuovi casi di aviaria scoperti negli ultimi dieci giorni in Francia, Germania e Repubblica Ceca è evidente la necessità per l’Italia di difendere una misura di trasparenza fortemente voluta dai produttori e dai consumatori e che ha consentito di superare la psicosi nei consumi familiari di pollo che sono aumentati in quantità del 7,7 per cento nel primo quadrimestre del 2007.

A fine mese sapremo se le iniziative del Ministero avranno sortito qualche risultato positivo al tavolo di Bruxelles, anche se, con molta schiettezza, dobbiamo ammettere che le possibilità di successo sono veramente molto poche.

                                                                                                                                    Piero  Nuciari

Print Friendly, PDF & Email
(Visited 113 times, 1 visits today)
Condividi