Anche gli “outlet” tra qualche tempo saranno regolamentati

Sono state  presentate alla Camera dei Deputati due proposte di legge destinate a regolamentare
“i paradisi dello shopping griffato”.
Con questa iniziativa i parlamentari Alberto Fluvi (Ulivo) e  Antonio Mazzocchi (AN) intendono tutelare i consumatori e i commercianti dalla concorrenza, a volte sleale, messa in atto dagli spacci aziendali, che spesso vendono prodotti griffati fuori moda e di importazione, rimasti invenduti nel mercato europeo, fatti rientrare nel nostro sistema commerciale  a prezzi stracciati.
Il predetto sistema di vendita penalizza in primis il consumatore il quale è convinto di effettuare acquisti convenienti presso gli  spacci aziendali delle grandi ditte, mentre in realtà i prodotti proposti sono fuori moda o, addirittura, difettati pur se venduti a prezzi piuttosto elevati.Negli ultimi tempi gli outlet  sono divenuti dei veri e propri “specchi per le allodole”, creati appositamente per “abbagliare” il consumatori con il richiamo del marchio noto.

Per ovviare alle citate problematiche, entrambe le proposte di legge si incentrano sulla trasparenza.  Per raggiungere questo obiettivo l’Onorevole Fluvi propone che sia data una definizione ben precisa dell’outlet il quale si configura come un esercizio commerciale nel quale un imprenditore rivende professionalmente e continuativamente al consumatore finale merci appartenenti al settore moda, che sono state prodotte almeno dodici mesi prima della data della vendita o che presentano difetti non occulti di produzione.

Se la normativa verrà approvata, solo questo genere di negozio potrà utilizzare la denominazione di ‘outlet’ per insegne o pubblicità.

Nelle proposte di legge verranno disciplinati anche i saldi, i quali potranno essere effettuati solo in periodi ben definiti dell’anno e con l’indicazione del prezzo iniziale e di quello finale (o della percentuale di sconto) del prodotto sul cartellino 1.

Nota 1
Con il ritorno del cartellino e quindi dell’obbligo di indicazione del prezzo, inizialmente previsto dal D.Lgs. n. 84/2000 e poi tacitamente abrogato dal Codice del Consumo, ricomincia il balletto – tutto italiano – delle norme abrogate e poi reinserite all’interno di altri provvedimenti.

Vengono infine previste sanzioni molto pesanti per i contravventori.
Nella proposta dell’Ulivo si prevedono sanzioni da 5.000 a 30.000 euro per la violazione dell’utilizzo della denominazione di ‘outlet’ e, in caso di recidiva, il Sindaco 2 può disporre la sospensione dell’attività di vendita da cinque a trenta giorni. In caso, invece, il commerciante non rispetti le norme sulle liquidazioni la sanzione va da 1.000 a 6.000 euro.

Nota 2
Torna anche la figura del Sindaco.
Tale scelta, in netta contrapposizione con la suddivisione dei ruoli tra apparato Amministrativo e Politico dell’Ente locale, prevista dalla riforma Bassanini e dal Testo Unico degli Enti Locali, appare comunque alquanto discutibile.

                                                                                                       Piero Nuciari

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