Come diventare positivi all’etilometro con un solo bicchiere di vino e … tanti zuccheri

Come tutti sapranno, l’etilometro è uno strumento di misurazione utilizzato per determinare il valore dell’alcool, ovvero dell’etanolo contenuto nel sangue. In Italia sono omologati gli apparecchi in grado di misurare tale concentrazione attraverso l’analisi dell’aria alveolare espirata.L’etanolo, dopo essere ingerito, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e dall’intestino tenue e si distribuisce in tutta l’acqua corporea (che, per l’organismo umano, ammonta a circa 0,55 L/kg). La maggior parte (circa il 90%) dell’etanolo viene metabolizzato nell’organismo, mentre una piccola parte viene eliminato nelle urine, nel sudore e nell’aria espirata: il rapporto di etanolemia (concentrazione di etanolo nel sangue) e aria alveolare è relativamente costante, 80 mg di etanolo per 100 mL di sangue producono 35µg/100mL di etanolo nell’aria espirata.La concentrazione alcoolemica viene indicata in g/l, in modo da determinare il superamento dei limiti fissati dal codice della strada attualmente pari a 0,5 g/l.

L’apparecchio venne inventato nel 1954 da  Robert Borkenstein, un ex capitano della polizia dell’Indiana (USA); precedentemente l’alcool veniva misurato attraverso il prelievo del sangue, quindi con una procedura invasiva effettuata per ovvi motivi  non in tempo reale.

Robert Borkenstein per la realizzazione dell’apparecchio si ispirò al noto principio fisico denominato “legge di Henry”: “Un gas che esercita una pressione sulla superficie di un liquido, vi entra in soluzione finché avrà raggiunto in quel liquido la stessa pressione che esercita sopra di esso”.
In pratica l’alcol contenuto nelle bevande, una volta assorbito dall’organismo, entra in circolo con il sangue e vi  resta fino alla sua espulsione.

Nota
E’ comunque da tenere presente che per poter misurare correttamente il livello di alcool, bisogna tenere in considerazione che il nostro organismo assorbe tutto l’alcool ingerito dopo circa 1 ora e che, essendo molto lento il suo metabolismo, resta in circolo per molte ore diminuendo pian piano (10 – 15 ml di alcol all’ora).
L’etanolo può essere rilevato nella respirazione umana per il fatto che il sangue contenente l’alcool, nell’attraversare la zona dei polmoni, espelle attraverso la respirazione parte di esso in maniera proporzionale alla quantità presente in quel momento nel sangue.
In pratica l’etilometro analizza la quantità di alcool etilico espulso con la respirazione calcolando quindi il livello di alcolemia

                                  Effetti dell’eccesso di alcool nel sangue

Alcolemia / Effetti Ore d’attesa
0.000 nessuno! 0
0.200 i riflessi sono leggermente disturbati e aumenta la tendenza ad agire in modo rischioso 1
0.300 le manovre e i movimenti vengono eseguiti più bruscamente 1
0.400 la percezione sensoriale è ridotta a causa di un elaborazione mentale più difficoltosa 2
0.500 il tempo di reazione passa da 0,75 secondi ( tempo medio di un guidatore sobrio ) a 1,5 secondi; limite legale per la guida di autoveicoli in italia 2
0.600 i movimenti e gli ostacoli vengono percepiti con ritardo e si riduce la facoltà visiva laterale 2
0.700 facilità nel commettere errori anche di grave entità durante la guida 2
0.800 i tempi di reazione molto lunghi: per fermarsi alla velocità di 100 km ora per fermarsi occorrono 99 metri invece di 85 3
0.900 forte diminuzione della capacità di valutare distanze, ingombri, movimenti 3
1.000 lo stato di ebbrezza è chiaramente visibile, mancanza di attenzione, il livello di capacità visiva è minima, i tempi di reazione sono disastrosi 3

Nonostante che gli apparecchi in dotazione alle Forze dell’Ordine siano omologati e, quindi, abbastanza affidabili, esistono tuttavia delle eccezioni che debbono comunque essere tenute in considerazione.

Il primo caso riguarda gli individui grassi. E’ stato infatti accertato che  a parità di alcool ingerito e di peso corporeo hanno un livello di alcolemia maggiore rispetto ad uno più magro. Questo perché il grasso occupa spazio e quindi si ha meno acqua in corpo e l’alcool quindi è più concentrato.  

Il secondo caso riguarda coloro che consumano mentine senza zucchero dolcificate con i poli-alcoli. In base ad opinioni di esperti (ma, si evidenzia, che non esistono veri e propri studi scientifici in merito)  queste sostanze andrebbero a reagire insieme all’etanolo e quindi la quantità di alcol diventerebbe troppo elevata e il test non sarebbe valido.

Il terzo caso inerisce i consumatori di dolci e zuccheri (quindi coloro che vengono fermati dopo aver partecipato ai classici party, feste di compleanno, etc).
Questi soggetti potrebbero risultare positivi alla prova dell’etilometro, anche se magari hanno bevuto un solo bicchiere di vino bianco, solo perché si sono rimpinzati di pasticcini, zuccheri semplici, etc.

Nota
E’ da precisare che sull’argomento non esistono studi italiani ma soltanto ricerche ufficiali internazionali (americane ed australiane).

Nel 1971, in uno degli studi più completi mai fatti sugli incidenti stradali, il Dr. H.J. Roberts, americano, specialista in medicina interna, consacrò 1000 pagine di testo e di grafici per mettere in evidenza il fatto che la ricerca delle cause dei sinistri doveva essere rivista da cima a fondo.Nel suo vasto studio il professionista americano concludeva che “l’origine significativa” di molti incidenti stradali inspiegabili sta nel fatto che “milioni di persone al volante sono soggette a una sonnolenza patologica ed a ipoglicemia dovuta a iperinsulinismo funzionale”.In altre parole, un basso tasso di glucosio rende più “appiccicosi”  e lenti il funzionamento, le percezioni e le reazioni del cervello.

In base allo studioso queste condizioni vengono causate dalla frequenza manifestatamene accresciuta dell’iperinsulinismo e della narcolessia (attacchi di sonnolenza anormali) che negli ultimi decenni sono da attribuirsi largamente alle conseguenze dell’enorme aumento del consumo di zucchero (nascosto in quasi tutti gli alimenti) da parte di una popolazione vulnerabile.

Oggi gli americani (ma anche gli europei) consumano un pasto su 3 al ristorante, al bar o alla mensa, dove nessuno è obbligato a dire al cliente, sul menù o in altro modo, che ci sia dello zucchero nel pasto.Volente o nolente, il consumatore deve reggere per forza quel menù – il solo disponibile per il guidatore imprigionato dall’autostrada – con lo zucchero in ogni cosa, fornito da ditte tutte simili sparse a macchia d’olio in tutte le nazioni, e poi i gelati, la Coca Cola, il caffè, le caramelle, la gomma da masticare e l’incredibile gamma di merendine zuccherate disponibili presso la cassa.

Purtroppo i danni causati dall’eccessiva assunzioni di zuccheri verranno scoperti solo nel momento in cui gli autisti, a causa di improvvisi colpi di sonno, finiscono all’ospedale, su di una sedia a rotelle o al cimitero.

E’ anche da evidenziare che per una persona con problemi di metabolismo degli zuccheri, è importante il tipo di alcool bevuto. Infatti whisky, grappa, vino e birra contengono altre cose, oltre all’alcool. Il loro tasso di zucchero varia molto. L’alcool combinato con dello zucchero aumenta l’esaurimento del cervello e diventa particolarmente significativo il fatto che la maggioranza degli alcolizzati, per non dire tutti, sono anche ipoglicemici o iperinsulinici, con poco glucosio nel sangue.

Per migliorare la sicurezza sulle strade, il Dr. Roberts – nella parte finale della sua relazione- suggerisce ai guidatori di evitare glucosio e saccarosio.
 
I danni che l’assunzione dello zucchero causa nell’organismo umano vengono spiegati in maniera più dettagliata da un altro studioso (naturalmente non italiano), il Prof. Leon Chaitow, cattedratico dell’Università di Westminster nonché docente in diverse università inglesi, australiane e americane.

In pratica la causa di tutto è dovuta alla presenza nel nostro organismo della Candida Albicans, un micete opportunista.

Nota
La Candida albicans è  un fungo (micete) che vive abitualmente in zone quali:
·         il cavo orale; ·         la vagina; ·         il tratto gastrointestinale. In particolari condizioni, tuttavia, la Candida può diventare il responsabile della comparsa di infezioni che si possono localizzare anche in altre parti dell’organismo (infezioni opportunistiche).
Il fattore che permette e favorisce la proliferazione della candida è alimentare, in quanto i miceti si nutrono fondamentalmente di carboidrati semplici. Infatti, tra i sintomi caratteristici dell’infezione da candida abbiamo frequentemente la golosità per Pane, Patate, Pizza, Pasta (chiamate dal dott. Enzo Di Maio “Le quattro P“) o Dolci e Zucchero.
Questa particolare bramosia nei confronti degli zuccheri semplici è mediata e motivata dalle ben 79 tossine che la monilia può immettere nel circolo ematico, le quali agiscono sul SNC (sistema nervoso centrale) modificando addirittura i pensieri del soggetto coinvolto. A questo proposito risulta facilmente comprensibile come l’infezione da candida possa essere responsabile della sindrome da fatica cronica, dell’iperattività, della depressione, dell’ansia, della bulimia, dell’anoressia. 

Questo micete – secondo il Professor Chaitow  (ma anche per gli studiosi italiani) – ha la capacità di trasformare velocemente lo zucchero presente all’interno del nostro intestino in alcool.

Tale circostanza è documentabile attraverso un semplice test che può essere svolto in un laboratorio specialistico.
In pratica si sottopone il paziente ad una doppia analisi del sangue, prima e dopo aver trascorso un’ora dall’assunzione a stomaco vuoto di 100 grammi di zucchero.

Questo test permette di verificare i valori di alcool presenti nel sangue prima e dopo l’ingestione di zucchero, perché i miceti (Candida albicans), come detto precedentemente, hanno la capacità di trasformare rapidamente lo zucchero in alcool, falsando quindi, come dicevamo all’inizio, i valori dell’etilometro.

Conseguenza di questo è che a volte, quando un utente risultato positivo all’etilometro professa la sua innocenza, forse dice la verità circa il fatto di aver bevuto solo un buon bicchiere di vino bianco!

                                                                                                               Piero Nuciari

  
Bibliografia:

Sugarblues, il mal di zucchero di William Dufty – Macro edizioni
Curarsi senza antibiotici di Leon Chaitow – Macro edizioni

Nota
Sugli altri effetti “devastanti” causati dalla candida nell’organismo umano si veda anche il sito www.curenaturalicancro.org

  

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