COMPATIBILITA’ DELLE PELLICOLE PER ALIMENTI USATE NEI SUPERMERCATI: UN CONTROLLO CHE DOVREBBE ESSERE FATTO DURANTE I SOPRALLUOGHI COMMERCIALI

Negli ultimi anni, a livello europeo, sono molte le direttive emanate a tutela dei consumatori; alcune di queste riguardano l’utilizzo di materiale direttamente a contatto con gli alimenti che, se utilizzato impropriamente, potrebbe nel tempo creare  problemi anche seri per la salute dei consumatori.

E’ da evidenziare che molto spesso l’uso improprio non viene fatto in malafede, ma per semplice disinformazione dovuta magari alla superficialità con la quale vengono preparati gli operatori addetti alla vendita.

Un controllo che dovrebbe essere sempre effettuato, durante i sopralluoghi commerciali,  è la verifica della compatibilità delle pellicole per alimenti utilizzate per avvolgere i prodotti freschi venduti nel banco dei salumi e dei formaggi.

Sul mercato sono reperibili diversi tipi di pellicole (film) da utilizzare per avvolgere e conservare gli alimenti, tuttavia, occorre sempre utilizzarle con criterio, a seconda del tipo di prodotto da avvolgere, per evitare che qualche componente chimico della pellicola possa trasferirsi nell’alimento con conseguenze pericolose per la salute del consumatore.

E’ risaputo, grazie alla campagne di informazione degli ambientalisti, che le pellicole sono  in genere composte da polietilene o di PVC (cloruro di vinile) ai quali vengono aggiunti, per consentire una maggiore elasticità, prodotti plastificanti come il DEHA, che, se ingerito in quantità superiori a quelle stabilite dalla legge, può causare seri danni alla salute.

Nota
Purtroppo non è facile per il consumatore o il commerciante individuare le pellicole contenenti il plastificante DEHA perché sulle confezioni vengono  in genere riportate le avvertenze senza fare riferimento ai componenti.
Le norme vigenti, infatti, prevedono che sia riportata in etichetta solamente  l’indicazione delle condizioni particolari che devono essere rispettate al momento dell’impiego del prodotto.
Tuttavia un indizio della presenza del DHEA nella pellicola può essere la dicitura “da non utilizzare per alimenti grassi, o conservati in olio, o contenenti alcol etilico”.
Questo avvertimento viene in genere scritto perché la quantità del plastificante che dal film passa negli alimenti, dipende molto dalla quantità di grassi contenuti in questi ultimi: più il cibo è grasso e maggiori sono i quantitativi di plastificante assorbito.
 

Premesso che tutte le pellicole (di qualsiasi composizione) rilasciano comunque sostanze negli alimenti, gli esperti consigliano di utilizzare pellicole di polietilene visto che non contengono plastificanti, oppure fogli di alluminio.

Nota
La pellicola di polietilene si riconosce dalla scritta: “non contiene PVC”.

Tornando al nostro sopralluogo, il controllo che dovrebbe essere fatto è quello di accertare la compatibilità del tipo di pellicole che vengono utilizzate per avvolgere gli alimenti venduti al taglio.
Se vengono venduti prodotti come cibi freddi o congelati, carni crude e cotte, formaggi e salumi, devono essere usate pellicole di polietilene, caratterizzate dall’indicazione “non contiene PVC”.

Se vengono venduti prodotti non contenenti grassi, frutta, verdura, pasta, etc, possono essere usate con sicurezza le pellicole contenenti plastificanti, riconoscibili dal fatto che NON contengono la dicitura “non contiene PVC”.

Nota
In pratica la differenza è la presenza o meno dei grassi, visto che sono dei veri e propri catalizzatori per la cessione delle sostanze tossiche.

I fogli di alluminio, possono essere invece tranquillamente usati per avvolgere cibi grassi, mentre non vanno assolutamente usati per prodotti salati (salumi salati, alimenti cucinati con sale) e per cibi acidi (salsa di pomodoro, sottaceti, etc).

Nell’ipotesi in cui venisse accertato l’utilizzo improprio delle pellicole, occorrerà redigere un rapporto all’ufficio competente della propria ASL e richiedere un intervento del personale preposto al controllo, visto che con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 193/2007, la competenza specifica è passata dal Sindaco (Comune) ai servizi SIAN e Veterinari che, peraltro, oltre ad essere divenuti “Autorità competente” in materia di violazioni del settore alimentare, sono gli unici a poter redigere “prescrizioni” dirette ai commercianti.

                                                                                                      Piero Nuciari

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