Il controllo anti truffa dei distrubutori di carburanti . Guida operativa

Diciamo subito che se tutti i comandi di Polizia Municipale adottassero il controllo che descriverò in questo articolo, le truffe dei benzinai disonesti a discapito dei consumatori diverrebbero nel nostro Paese solo un lontano ricordo.
Molto spesso, durante i sopralluoghi  annonari, parecchi controlli importanti non vengono effettuati perché si pensa, erroneamente, che competano esclusivamente ad altre figure preposte, quando in realtà possono essere espletati in base all’art. 13/comma 4, della L. n. 689/81 o, come nel caso che andrò a descrivere, per un preciso articolo di legge.
Il controllo metrico di un distributore di carburanti non viene quasi mai effettuato dalla PG perché considerato troppo complesso e perché occorre un apparecchio, il decalitro, che è difficile reperire.
Il problema può essere aggirato con la guida passo passo che trovate scaricabile alla fine di questo articolo, dove vengono indicati i controlli da effettuare con una sequenza fotografica dettagliata.
Per il decalitro, invece, viene indicato dove acquistarlo. Per i comuni che non vogliono affrontare la spesa, si consiglia di stipulare una convenzione con la Camera di Commercio provinciale al fine di utilizzare le apparecchiature in dotazione alla stessa o chiedendo  che provveda all’acquisto di un nuovo decalitro che verrà messo a disposizione dei comuni interessati al controllo.
E’ da evidenziare che tutte le Camere di Commercio hanno interesse ad essere affiancate in questo ed altri controlli dalla Polizia Municipale, a causa dell’esiguo numero dei propri ispettori metrici.
Conseguentemente, non avranno sicuramente nulla in contrario nel mettere a disposizione le proprie apprecchiature o di acquistarne di nuove per affidarle, con rotazione periodica, ai vari comandi della Polizia Municipale.

Con i tempi che corrono, i carburanti per autotrazione stanno assumendo un’importanza fondamentale per l’economia delle famiglie italiane, che ogni giorno – per far fronte al costo della vita sempre in ascesa, a un’economia che non riparte e a un Governo che si inventa sistematicamente nuove tasse, nascondendole tra i meandri del quotidiano – sono costrette ad effettuare drastici tagli alle spese superflue e non, per riuscire a raggiungere la fine del mese.
In questa situazione di disagio, paragonabile ad una vera e propria corsa agli ostacoli, il consumatore deve anche riuscire a dribblare giornalmente le insidie dei commercianti disonesti con i quali viene a contatto nel momento in cui si reca a fare la spesa o quando si rifornisce di benzina.

Paradossalmente il cittadino non viene tutelato neppure dallo Stato che, addirittura, con il Decreto 18 gennaio 2011, n. 32,  ha consentito ai gestori di erogare meno carburante del pattuito, proteggendoli anche qualora dovessero manomettere i sigilli (più in avanti vedremo come) da eventuali denunce penali ad opera dell’Ispettore Metrico della Camera di Commercio.

Con il Decreto 18 Gennaio 2011, n. 32, come si ricorderà, il Ministero dello Sviluppo Economico ha ampliato il limite di tolleranza entro il quale una pompa di benzina può erogare meno carburante di quello che dovrebbe, senza che si configuri la truffa.

La nuova norma ha aumentato del 50% il margine di errore per i misuratori di erogazione, portandolo dal 5 al 7,5 per mille. In sintesi, se prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto, su 20 litri erogati dalla pompa di benzina (quantità di riferimento per il controllo metrico) potevano essere erogati in più o in meno 0,1 litri (corrispondenti a circa 15,5 centesimi), con la nuova normativa la tolleranza delle pompe di erogazione del carburante consentono ora 0,15 litri di differenza (in più o in meno) per un prezzo di circa 23,25 centesimi.
A conti fatti il benzinaio potrà guadagnare dai 23,25 ai 25,00 centesimi (in base al prezzo corrente della benzina) ogni 20 litri, legalmente, vendendo solo aria.
Questo vuol dire che ad ogni pieno (circa 40 litri di carburante), il benzinaio guadagna 50 centesimi senza vendere nulla.
Per correttezza di informazione è comunque importante precisare che l’aumento della tolleranza di errore da +/- 5 per mille a +/- 7,5 per mille, prevista dal Decreto del Gennaio 2011, riguarda esclusivamente le nuove pompe CE/Mid con omologazione europea e non quelle con omologazione italiana il cui errore massimo consentito arriva  a +3/- 2 per mille.

Altra nota “stonata” è che il decreto ha affidato i controlli periodici di manutenzione delle pompe con omologazione europea a  società private, mentre per quelle “italiane” restano a carico degli Ispettori metrici delle Camere di Commercio e dei laboratori accreditati.
Il Decreto prevede che i controlli periodici, previsti ogni 2 anni, potranno ora essere svolti da ditte private e che l’Ispettore Metrico della Camera di Commercio potrà effettuare – in questo intervallo di tempo – controlli a campione senza preavviso.

Perplessità sorgono per il fatto che il nuovo decreto ha lasciato invariati i limiti di tolleranza degli strumenti di misurazione dell’erogazione alla pompa per l’accertamento iniziale di conformità e per le verifiche periodiche, mentre, per i controlli metrologici casuali, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza dall’Ispettore Metrico, quelli in cui potrebbero concretizzarsi denunce penali per truffa, gli errori massimi tollerati sono stati inspiegabilmente aumentati, in controtendenza con il resto d’Europa.

Come fare allora per tutelare il consumatore?

In Italia questo genere di controlli vengono effettuati esclusivamente dagli ispettori metrici delle Camere di Commercio, perché si crede, erroneamente, che la PG non abbia competenza in merito.
Nella realtà, il Decreto 18 Gennaio 2011, n. 31, all’articolo 7, comma 2, stabilisce che: “Restano ferme le competenze degli organi di polizia giudiziaria abilitati dalle vigenti disposizioni di legge in materia di pesi e misura”.
In base a questo comma, quindi, anche la PG può effettuare detti controlli a tutela dei consumatori e a supporto degli ispettori metrici delle camere di commercio, che nelle province di competenza sono in numero esiguo (in media sotto le 5 unità).
A causa di questo rapporto numerico, il benzinaio disonesto ha un’altissima percentuale di possibilità di sfuggire ai controlli e di truffare i consumatori rimanendo impunito.
Il discorso, però, potrebbe cambiare se ad esempio la Polizia Municipale di ogni comune si organizzasse per effettuare autonomamente e periodicamente (in media ogni 3 mesi), questo genere di controlli, inviando magari una copia del verbale di ispezione all’Ispettore metrico territorialmente competente (e viceversa), così da evitare controlli sovrapposti.

Facendo in questo modo si otterrebbero tre vantaggi: tutela dei consumatori, aumento di prestigio della Polizia Municipale (e dell’Amministrazione comunale), servizio gratuito per i benzinai, visto che le macchine possono “stararsi” anche a favore della clientela con perdite mensili anche di migliaia di euro (caso accertato recentemente dal sottoscritto durante un controllo).

Di seguito è possibile scaricare/visualizzare la guida per il sopralluogo e il fac simile del verbale

Guida passo passo del sopralluogo                                    Modello Sopralluogo

Conclusione

Negli ultimi anni i media hanno evidenziato in più occasioni quanto siano numerose in campo nazionale le truffe messe in atto dai benzinai disonesti. Il messaggio che è passato è che questo genere di illeciti risulta essere, di fatto, incontrollabile e inarrestabile, vista la scarsità dei controlli messi in atto dalle Autorità preposte. Ad ogni scandalo, rimangono spesso solo i bei discorsi e i buoni propositi dichiarati al giornalista dal politico o dal dirigente di turno, per i dieci minuti di notorietà e di visibilità in campo nazionale.
Con questo mio contributo voglio dimostrare che per risolvere i problemi italiani non occorre il Prof. Monti, ma solo buona volontà, senso del dovere ed etica professionale; doti, queste, che sicuramente sono presenti in tutti coloro che  considerano il nostro mestiere come un servizio per la collettività.

Piero Nuciari

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