La legge salva olio italiano, entrata in vigore il 1° febbraio 2013, inizia a perdere i pezzi

Il 18 Dicembre 2012 la Commissione Agricoltura aveva definitivamente licenziato, in sede legislativa, la legge 14 gennaio 2013, n. 9, sulla tracciabilità dell’olio extravergine di oliva, meglio conosciuta come legge Mongiello. Come si ricorderà, vi era stato un giallo sulla data di entrata in vigore del provvedimento per una diversa interpretazione data dal Ministro competente italiano e l’Unione Europea.

Il primo sosteneva che la legge è entrata in vigore il 1° Febbraio 2013, mentre per l’Unione Europea la norma diventerà operativa il 22 Novembre 2013.

Incurante della gerarchia delle Fonti del Diritto, l’Italia ha imposto la sua data e, infatti, sul sito governativo www.normattiva.it, la legge risulta essere attualmente in vigore.

Per qualche mese le cose sono andate avanti senza ulteriori incidenti o rischi di sanzioni europee, ma quando sembrava che ormai la UE avesse “digerito il rospo”, è arrivata la prima doccia fredda, foriera (dicono i maligni)  di successive che ridurranno la nostra bella legge alla stregua delle altre che si sono succedute nel tempo e che sono finite nel dimenticatoio.

Questa volta a “saltare” è stato l’obbligo di utilizzare nei ristoranti solo bottiglie di olio etichettate, sigillate, con tappi antirabbocco e non riutilizzabili.

Una norma contro frodi e imbrogli ai danni dei consumatori e in difesa degli oli italiani ed europei di qualità che si attendeva da anni.

Sembrava che ormai fossero tutti d’accordo, ma all’improvviso il Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos  ha fatto il dietrofront, annunciando che la norma non entrerà in vigore.

E’ infatti di pochi giorni fa la notizia che la Commissione dell’Unione Europea ha ritirato la proposta di legge sul divieto delle oliere nei ristoranti di tutti i Paesi Ue (divieto già fissato in Italia dall’articolo 7, commi 2 e 3, dalla Legge Mongiello).

In sintesi i ristoratori dei Paesi Ue potranno dunque continuare a servire ai tavoli olio sfuso, in bottiglie prive di etichetta e non sigillate che si prestano a frodi di ogni genere, consentendo quindi l’utilizzo di oli di bassa qualità all’insaputa del consumatore, inibendo  la valorizzazione degli oli italiani e europei di qualità.

Ancora una volta  dobbiamo constatare che l’Europa ha scelto di bocciare una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, premiando invece chi l’ha osteggiata fin dall’inizio come gli Stati del Nord, a partire da Germania, l’Olanda e l’Inghilterra.

Se andiamo ad analizzare il perché e il come è avvenuto il dietrofront del Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos c’è da rimanere allibiti!
L’Inghilterra e l’Olanda,  le uniche nazioni contrarie al provvedimento perché nei loro ristoranti vi è l’usanza di servire una ciotolina con l’olio per intingerci il pane prima di servire il pasto, hanno dato il via a una campagna stampa  talmente imponente che in una sola settimana ha convinto il Commissario europeo Dacian Cioloş, che i commercianti non vogliono questa limitazione.
A giustificazione di questa scelta (ma qui scendiamo nel comico), è da segnalare la dichiarazione del ministro olandese Mark Rutte, che ha sostenuto che l’approvazione del provvedimento sarebbe stata contro l’ambiente, per lo spreco di vetro dovuto all’obbligo di usare bottiglie  con tappo anti-rabbocco come previste dall’originario regolamento comunitario, dimenticandosi però di dire che il vetro è uno dei pochi materiali interamente riciclabili.
Un tempo si diceva che in democrazia le decisioni vengono prese dalla maggioranza dei partecipanti; in Europa, evidentemente, questa regola non conta, visto che a decidere sono sempre le lobby, …indipendentemente dal numero dei partecipanti!

Nota:
Secondo la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), nel comunicato rilasciato il 23/05/13, “La decisione da parte della Commissione europea di ritirare la proposta con cui sarebbero sparite le oliere nei ristoranti non avrà ripercussione in Italia”.

Fipe ricorda che la materia è disciplinata fin dal 2006 con una norma che ha vietato le classiche oliere, imponendo l’utilizzo al tavolo di bottiglie di olio di oliva etichettate.

Piero Nuciari

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