Nuove indicazioni da parte del Ministero dell’economia e delle finanze circa la corretta applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità per le insegne di esercizio

Il Ministero dell’economia e delle finanze, con nota n. 11159, del 19 marzo, ha fornito nuove indicazioni circa la corretta applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità per le insegne di esercizio.
Nel parere viene ribadito che non vige l’obbligo del pagamento della tassa sulla pubblicità per un insieme di insegne pubblicitarie (realizzate con qualsiasi materiale) poste sulla facciata di un esercizio commerciale se la loro estensione complessiva non supera i 5 metri quadrati, mentre in caso contrario l’imposta deve essere pagata in relazione all’intera superficie.

Nota
Con molta probabilità a creare confusione interpretativa dovrebbe essere stata la non felice stesura dell’art. 1,  comma 311, della Finanziaria 2007, che  ha modificato l’art. 17, comma 1-bis, del D. Lgs. n. 507/93, prevedendo che, con regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare, d’intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali, entro il 31 marzo 2007, potranno essere individuate le attività per le quali l’imposta di pubblicità per le insegne di esercizio è dovuta per la sola superficie eccedente i 5 metri quadrati.
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 Come si ricorderà il Governo Berlusconi  con la legge 28 dicembre 2001, n. 448 - legge finanziaria per l'anno 2002 - aveva stabilito che  la tassa sulla pubblicità non si applicava alle targhe e insegne di esercizio la cui superficie era compresa fino a 5 mq; nel caso in cui fosse invece  risultata superiore, doveva essere conteggiata per intero.

 
Nota
A tale proposito si veda la circolare del Ministero dell’economia e delle Finanze del  03 maggio 2002 con la quale si precisava che in virtù dell’art. 2/bis, comma 5, della legge n. 75/2002, “… Per le insegne di esercizio di superficie complessiva superiore ai 5 metri quadrati l’imposta o il canone sono dovuti per l’intera superficie“.

L’insegna di esercizio, come è noto, corrisponde alla scritta in caratteri alfanumerici, completata eventualmente da simboli o da marchi, realizzata e supportata con materiali di qualsiasi natura, che può essere luminosa sia per luce propria che per luce indiretta, installata nella sede dell’attività a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie alla stessa.
L’imposta viene calcolata in base alla superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario utilizzato, indipendentemente dal numero di messaggi in esso contenuti.
Per i mezzi pubblicitari polifacciali l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva adibita alla pubblicità.

Nota
Ad avviso del Ministero, nel caso in cui vengano esposti mezzi pubblicitari che mostrino soltanto il marchio del prodotto, l’esenzione dalla tassa non può essere applicata, poiché detti mezzi non appartengono alla categoria delle insegne d’esercizio.
 

 

Nella nota del 19 Marzo scorso il Ministero ha anche affrontato il tema dei messaggi pubblicitari esposti nelle vetrine o sulle pareti all’ingresso degli esercizi: essi sono esenti dalla tassa  solo se attinenti al prodotto e se la loro superficie non supera il mezzo metro quadrato.

                                                                                                             Piero Nuciari

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