Nuovo regolamento europeo per la commercializzazione delle carni di pollame

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Cambiano le regole di commercializzazione per le carni e i prodotti a base di carne di pollame fresco come pollo, oca, tacchino, anatra e faraona.
Il Consiglio dei Ministri dell’ Agricoltura dell’ Unione Europea, riunitosi il 19 ottobre scorso in Lussemburgo, ha approvato il regolamento che modifica le attuali norme di commercializzazione delle carni di pollame.
La novità più importante contenuta nel provvedimento riguarda le carni di pollame fresche e le relative preparazioni, che potranno essere commercializzate come prodotti freschi solo se non congelate o surgelate in precedenza.

Il testo varato recepisce le posizioni dei Paesi membri, tra cui l’Italia, che attraverso il Ministro Zaia avevano chiesto una normativa rigorosa in materia di qualità, a tutela dei consumatori e delle imprese orientate verso una produzione qualitativa.

La nuova norma ha incontrato forti resistenze in ambito internazionale, perché molti paesi (a partire dal Brasile) sono interessati a vendere in Europa ingenti quantitativi di carne di pollame, che viene spedita congelata o surgelata.

E’ inoltre da evidenziare che grazie all’opposizione di un gruppo di Paesi membri, fra cui l’ Italia, e’ stata definitivamente archiviata la proposta avanzata dalla Commissione, che voleva legittimare anche in Europa l’uso di trattamenti con sostanze chimiche decontaminanti tali da agevolare la conservazione dei prodotti per un lungo periodo.

Il lettore sicuramente ricorderà la vicenda dei polli americani decontaminati con il cloro dello scorso anno.
All’epoca, grazie alle pressioni sicuramente “interessate” di Guenter Verheugen, vice commissario europeo, appoggiato dal commissario al commercio, Peter Mandelson, sembrò per un breve periodo che i polli americani, da sempre imbottiti di antimicrobici e per questo vietati in Europa dal 1997, stessero per invadere i nostri mercati.
Il “giochetto” non riuscì grazie alla ferma opposizione di 26 paesi, tra cui l’Italia.
Unico paese astenuto: l’Inghilterra.

Per una volta tanto la salute dei consumatori ha prevalso sugli interessi economici!

E’ difficile infatti pensare che l’interessamento del vice commissario europeo e del suo amico fosse completamente (scusate il gioco di parole) “disinteressato”.

L’ingresso dei polli americani agli antimicrobici nel mercato europeo avrebbe significato un crollo del mercato a discapito della qualità e della salute dei cittadini.

La differenza del sistema di allevamento europeo con quello americano è per certi versi abissale; i produttori dell’Ue, infatti, debbono applicare regole ferree in materia di igiene e sicurezza alimentare lungo tutta la catena della produzione, seconde la normativa Haccp (Hazard Analiysis and Critical Control Point). Gli allevatori americani, invece, possono permettersi di trascurare controlli sanitari e condizioni igieniche rigorose , visto che il loro ciclo produttivo termina con il bagno disinfettante finale delle carcasse.

Ma torniamo al nuovo Regolamento…

Dal punto di vista politico, il nuovo regolamento Europeo ha fatto esultare il Ministro Zaia che ha pubblicamente definito il provvedimento UE come “un nuovo passo avanti a tutela dei consumatori e della sicurezza alimentare”.

…non possiamo non essere d’accordo!

Piero Nuciari
www.pieronuciari.it

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