Proposta di legge 271 della regione Marche avente come oggetto: disposizioni in materia di produzione e vendita di pane e loro valorizzazione. Criticità.

Nei giorni scorsi, sui media, sono comparse alcune interviste di esponenti politici regionali di maggioranza e di opposizione che mostravano la loro contentezza circa l’approvazione di una proposta di legge regionale che disciplina la produzione e la vendita di pane e loro valorizzazione.
Al di là della buona volontà dei nostri politici regionali, non si può non notare una contraddizione insita nella legge, ovvero che la materia era già disciplinata da una normativa nazionale, il DM 131/2018 che ha attuato quanto previsto dall’art. 4 del DL 223/2006 e dal regolamento europeo n. 1169/2011 (all. VI, parte A). Entrambe le normative, infatti, trattano lo stesso argomento della nuova norma regionale.

Inoltre, altra cosa non chiara, è che la proposta di legge 271 delle Marche prevede, all’articolo 8, sanzioni da 2.500,00 a 10.000 euro in base alla disciplina sanzionatoria regionale, LR 33/98); la normativa nazionale, il DL 223/2006,invece, per lo stesso argomento, prevede la sanzione ai sensi dell’articolo 22, commi 1, 2, 5, lettera c), e 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 e, per ultimo, il DL 231/17 (DL di attuazione del Reg. Ue 1169/2011)  all’articolo 19 prevede, un altro tipo di sanzione.
Parliamo di tre sanzioni differenti per la stessa violazione!

Dire che la problematica non è chiara è poco!
Si potrebbe sostenere che la disciplina in materia di produzione di pane e relativa valorizzazione,  faccia parte della legislazione concorrente affidata alle regioni dall’art. 117 della Costituzione; se così fosse, la proposta di legge n. 271 della regione Marche potrebbe essere applicata “di diritto” a livello regionale.

Al di là dei contenuti, che peraltro a livello regionale e nazionale sono sovrapponibili, la differenza riguarda il tipo di sanzione da applicare, visto che, in caso di verbalizzazione, è uno degli elementi capaci di inficiare (rendere nullo) il verbale e che, conseguentemente -vista l’entità della sanzione- il ricorso al Giudice di pace sarebbe inevitabile!

A livello di disciplina delle Fonti del Diritto, ad avviso dello scrivente, in primis dovrebbe applicarsi il regolamento europeo al quale la normativa nazionale e quella regionale sono comunque sottordinate.

L’allegato VI, parte a) del Reg. UE 1169/2011, con riferimento alla denominazione dell’alimento e indicazioni specifiche obbligatorie che lo accompagnano, ricorda che “comporta un’indicazione relativa allo stato fisico in cui si trova il prodotto alimentare o al trattamento specifico da esso subito (ad es: in polvere, concentrato, liofilizzato, surgelato, affumicato) se l’omissione di tale indicazione può creare confusione nell’acquirente”.

La violazione o la non citazione dello stato fisico (surgelato) comporta un regime sanzionatorio (art. 19 DL 231/17) nel caso in cui il prodotto surgelato sia venduto senza chiara indicazione in etichetta oltre che l’applicazione dell’art. 115 del CP se invece sia venduto per fresco.

La domanda che sorge spontanea è: ma che senso aveva fare una legge regionale del genere, peraltro sovrapponibile alla normativa nazionale già in vigore,  visto che la materia era già disciplinata, per giunta anche da un regolamento europeo?

Il vero problema che i politici non hanno sicuramente capito è un altro, ovvero, chi fa questo genere di controlli!
Si possono fare mille leggi per tutelare i consumatori, ma se non viene fatta una norma che obbliga determinati organi, come la polizia locale, ad effettuare questo genere di controlli, la norma resterà sulla carta e cadrà nel dimenticatoio.
Diciamoci la verità, quanti comandi di Polizia locale, della Regione Marche (o a livello nazionale) effettuano questo genere di controlli annonari?
Pochi, se non nessuno!

Sarebbe quindi stato meglio se i politici regionali, anziché perdere tempo in una legge che lascia il tempo che trova,  si fossero adoperati per far sì che la scuola di formazione regionale del personale preparasse un tot numero di agenti per ogni comando su questa materia, l’annona, per ottenere sicuramente migliori risultati nell’interesse dei consumatori.

Questo, purtroppo, per lo meno nella Regione Marche, è un sogno che rimarrà tale, visto che è molto più semplice, a livello politico, proporre leggi “chiassose” tese solo a dar visibilità mediatica al politico o al partito di turno, pur sapendo che nel giro di pochi mesi finiranno nel dimenticatoio!

Piero Nuciari
www.pieronuciari.it

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