Ddl N. 2161: in arrivo nuove liberalizzazioni

Il disegno di legge n. 2161 avente come oggetto “Modernizzazione, efficienza delle amministrazioni pubbliche e riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese presentato il 24 gennaio 2007 ”,  presentato dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Nicolais, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in discussione presso  le commissioni parlamentari, sta procedendo in maniera spedita e dovrebbe trasformarsi in legge molto probabilmente prima della prossima estate.
Dagli atti parlamentari è stato possibile apprendere che il DDL è finalizzato a promuovere lo sviluppo economico del Paese, intervenendo su tre ambiti tra loro connessi: l’apertura del mercato alla concorrenza, la tutela dei consumatori, in particolare nelle condizioni di mercato asimmetriche e di fronte ai poteri economici forti, e la riduzione e la semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, al fine di accrescere la competitività del sistema produttivo nazionale e di contribuire alla crescita economica.
Il provvedimento in discussione è in pratica il prosieguo delle “liberalizzazioni” del 2006, approvate dal Consiglio dei ministri nella riunione del 30 giugno 2006 e, in particolare, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n. 248.

Come si ricorderà, il Governo, con tale decreto, aveva dato un primo, timido, segnale di apertura del mercato e di abbattimento dei vincoli amministrativi, eliminando 14 restrizioni alla concorrenza segnalate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Le misure di luglio pur rappresentando una rilevante discontinuità politico-culturale, crearono anche parecchie critiche da parte delle organizzazioni dei consumatori le quali, superata l’euforia iniziale, si resero presto conto che i guadagni per i consumatori erano veramente irrisori; che non era la possibilità di acquistare i medicinali da banco al supermercato o i 40-60 euro risparmiati effettuando il passaggio di proprietà degli autoveicoli in comune, anziché dal notaio, che avrebbero risolto i problemi economici delle famiglie italiane.

A sommesso avviso di chi scrive, l’unico particolare degno di nota delle cosiddette “liberalizzazioni” è che finalmente si è innescato (o si sta innescando) un meccanismo destinato a migliorare – comunque – il livello di vita dei cittadini italiani.

In conclusione, questa nuova iniziativa legislativa del Governo, volta a favorire nuovi e più alti livelli di tutela dei consumatori, anche mediante l’apertura del mercato con l’eliminazione delle più gravi restrizioni alla concorrenza e la riduzione degli adempimenti amministrativi e delle intermediazioni burocratiche, risulta essere forse la prima “liberalizzazione” degna di questo nome, visto che, finalmente, si iniziano ad affrontare  le vere problematiche del Paese.

                                                                                                              Piero Nuciari

 

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