Le linee guida relative alle caratteristiche igieniche minime costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici.
Non esiste un fabbricato, usato comunque dall’uomo, che non debba avere disponibili i servizi igienici. Che si tratti di ambienti pubblici o privati esistono e sono sempre esistiti spazi destinati alla toilette.
Già nella civiltà palaziale dell’antica Creta (parliamo di migliaia di anni fa) gli antichi palazzi erano dotati di wc simili ai nostri, forniti di acqua corrente che veniva incanalata dalla montagna attraverso tubazioni realizzate in cotto.
Possiamo dire che il bagno ha caratterizzato l’evoluzione dell’uomo, visto che in ogni epoca ne sono stati costruiti modelli differenti.
A Nuova Delhi, città costruita da zero all’inizio del ‘900 per celebrare l’Impero britannico e l’Occidente, da qualche anno è stato addirittura realizzato un Museo della Toilette, con lo scopo dichiarato di proporre la storia del w.c. dall’antichità a oggi, rileggendo le tappe dell’umanità attraverso uno dei momenti più intimi e privati della vita di ciascuno. Molte le “sfaccettature”, dall’evoluzione dei sistemi di fognature ai poeti che hanno narrato gesta eroiche compiute sulla tazza, dalla metafisica dei peti alle implicazioni sociologiche del… trattenersi! Bisogna infatti arrivare fin qui per scoprire che per i greci, per esempio, “ingerire senza espellere” era il più alto segno di virilità e potenza, e che era comune a molte culture pensare che i santi non avessero neppure questi “bisogni”.
A partire dai primi anni del 1900, con le scoperte scientifiche che hanno consentito di apprendere che buona parte delle malattie si trasmettono attraverso i microrganismi, i servizi igienici, soprattutto quelli pubblici, hanno iniziato ad essere controllati con sospetto e preoccupazione dagli organi addetti ai controlli, visto che – se non mantenuti in perfette condizioni igieniche – costituiscono una formidabile fonte di trasmissione delle malattie, dalla semplice salmonella a patologie molto più gravi.
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Nota |
Da detti controlli erano rimasti però fuori i bagni chimici, attrezzature concesse spesso in affitto, la cui produzione è stata notevolmente incrementata negli ultimi anni grazie all’evoluzione esponenziale delle manifestazioni pubbliche (concerti, sagre, feste parrocchiali, feste di partito, etc) che hanno caratterizzato e caratterizzano le estati italiane. Sebbene da un lato questi piccoli box hanno contribuito a salvaguardare l’igiene delle pubbliche vie e piazze, dall’altro hanno costituito e costituiscono comunque un serio problema igienico, visto che in buona parte non sono ancora dotati di lavamani esterni o interni azionabili mediante pedale a pressione per erogazione dell’acqua.
Se, per quanto sopra descritto, lo stato igienico di un bagno di un pubblico esercizio doveva e deve essere costantemente monitorato, a maggior ragione tale controllo dovrebbe essere effettuato costantemente per i wc chimici, soprattutto quelli di supporto alle cucine di tutte quelle manifestazioni a carattere culinario.
Al riguardo il Ministero della Salute è recentemente intervenuto con la circolare del 31 Ottobre 2007, pubblicata sulla G.U. del 19/11/2007, nella quale si fissano le caratteristiche igieniche minime costruttive e gestionali dei bagni chimici.
Dopo un’esaustiva premessa nella quale si descrivono le motivazioni igieniche che hanno suggerito il provvedimento, vengono fissate le regole che da ora in avanti dovranno essere rispettate dalle ditte fornitrici dei suddetti bagni.
Viene stabilito, ad esempio, che i bagni dovranno essere costruiti o rivestiti internamente con materiali non porosi aventi superfici lisce, senza angoli vivi, che permettano una rapida decontaminazione; vengono fissate le dimensioni minime e le caratteristiche costruttive a favore dei disabili; le modalità costruttive per l’aerazione, le caratteristiche del tetto.
La prescrizione considerata più interessante, riguarda la pulizia delle mani.
Nel provvedimento è infatti previsto che dovrà essere garantita, all’interno del bagno o nelle immediate vicinanze (e in questo caso nel rapporto di circa 1:8), una struttura per il lavaggio e, se possibile, disinfezione delle mani; all’acqua destinata al lavaggio delle mani dovrà inoltre essere aggiunto un disinfettante che assicuri la non proliferazione di microrganismi o muffe nell’acqua stessa, oltre alla fornitura di asciugamani monouso.
Piero Nuciari
CIRCOLARE 31 Ottobre 2007. Linee guida relative alle caratteristiche igieniche minime costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici. (GU n. 269 del 19-11-2007 )
Premessa.
Le malattie infettive e parassitarie rappresentano ancora oggi uno dei principali problemi di salute pubblica ed una delle maggiori cause di morbosita' sia nelle regioni industrializzate sia nelle aree in via di sviluppo. Microrganismi patogeni a trasmissione fecale-orale, in particolare batteri quali Salmonella, Campylobacter, Escherichia coli 0157, Shigella, Vibrio cholerae, virus dell'epatite, Poliovirus, Rotavirus e parassiti quali Giardia e Cryptosporidium, rivestono grande rilevanza sanitaria soprattutto in relazione a determinate condizioni ambientali.
Anche se negli anni piu' recenti, nelle aree a piu' alto standard igienico, in linea di massima e' stato registrato un declino delle patologie legate alla presenza dei piu' tradizionali patogeni
enterici, l'elevata frequenza di viaggi in aree con una alta endemia infettiva puo' costituire un fattore di rischio per un'eventuale ricomparsa di malattie o addirittura per la diffusione di nuovi
patogeni.
Malattie a diffusione fecale-orale si trasmettono attraverso la contaminazione di mani, superfici, oggetti, acque. Inoltre bioaerosol contaminati e insetti possono costituire un vettore di microrganismi nell'ambiente e sui cibi.
Particolare attenzione deve essere pertanto posta nella costruzione e gestione di tutti i sistemi di raccolta, allontanamento e smaltimento dei liquami, in particolare se di origine umana, poiche'
molti dei microrganismi suddetti riconoscono come unico ospite l'uomo (virus dell'epatite A, virus della poliomielite, Salmonella thyphi, vibrione del colera, ecc).
Sempre piu' frequente e' oggi l'uso di bagni mobili chimici che trovano utilizzo non solo nell'ambito delle attivita' di lavoro come cantieri mobili o temporanei, ma anche in occasioni di fiere, sagre, megaconcerti, manifestazioni politiche, sindacali, religiose e in situazioni particolari come nell'allestimento di alloggiamenti temporanei (tendopoli, baraccopoli, container) in occasione di
disastri naturali o di guerre. La concentrazione di popolazione,l'uso di tali bagni in condizioni precarie, la sempre piu' frequente presenza di soggetti provenienti da zone dove la diffusione di
enteropatogeni e' molto piu' elevata che non nei Paesi occidentali, impongono una particolare attenzione nella definizione delle caratteristiche costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici.
Inoltre e' da ricordare che spesso tali bagni vengono utilizzati dagli addetti alla preparazione, manipolazione, distribuzione e vendita di alimenti e bevande, che sono presenti in molte occasioni
con chioschi mobili; un bagno mobile chimico mal progettato, realizzato o gestito puo' costituire il punto di partenza per la diffusione di enteropatogeni attraverso le mani del personale
sopraccennato prima e successivamente attraverso gli alimenti contaminati.
Per evitare la diffusione degli enteropatogeni, grande cura deve pertanto essere rivolta alla progettazione e realizzazione dei bagni mobili chimici. In particolare e' necessario che questi bagni presentino caratteristiche tali da minimizzare il rischio sanitario
per gli utenti. Esistono innumerevoli modelli di bagni mobili, per lo piu' costruiti interamente in polietilene (raramente in vetroresina) e aventi le dimensioni simili a quelle di una cabina telefonica. Pur nella varieta' tuttavia il sistema di funzionamento e' quasi identico per tutti: all'interno di essi vi e' un serbatoio a tenuta stagna, con capienza variabile (180-300 litri circa, a seconda dei modelli), collegato direttamente al foro del WC e dotati di un sistema di ventilazione mediante tubo che mette in comunicazione il serbatoio con l'esterno del tetto, che impedisce l'esalazione di eventuali odori molesti all'interno della cabina WC.
Le sostanze organiche (feci ed urine) vanno a depositarsi all'interno di questo serbatoio, ove viene posta una soluzione liquida (15-20 litri di acqua con alcuni grammi di disinfettante)
eventualmente colorata in blu e profumata che ne impedisce la putrefazione.
Con una certa approssimazione si puo' dire che un bagno mobile puo' solitamente soddisfare dai 200 ai 300 e oltre usi misti (defecazione ed orinazione) prima di saturarsi. Cio' comporta quindi un notevole risparmio di risorse idriche, superiore a 3.000 litri (cioe' 15 litri di acqua che solitamente eroga un comune sciacquone domestico per ogni utilizzo, per 200 utilizzi). Questo rappresenta senz'altro un vantaggio enorme in tutte quelle situazioni in cui l'approvvigionamento idrico e' scarso od impossibile (zone con problemi di siccita', luoghi naturalistici o semplicemente dove non presente la rete idrica).
Altro grande vantaggio che presentano i bagni mobili e' la completa autonomia di funzionamento rispetto alla esistenza di rete fognaria nel punto di ubicazione. Infatti grazie al serbatoio residui, a
tenuta stagna, il bagno mobile puo' funzionare in qualsiasi posto. Ad intervalli periodici (1 o piu' volte a settimana o giornalmente) verra' effettuato l'intervento di pulizia che comprende anche lo
svuotamento del serbatoio reflui ed il ripristino della soluzione liquida (acqua + disinfettante) necessaria per la ripresa del funzionamento.
L'illuminazione interna e' assicurata dal tetto traslucido che permette il passaggio della luce naturale o artificiale dall'esterno.
Tuttavia sono presenti in commercio dei piccoli impianti di illuminazione, alimentati a pannelli fotovoltaici, che si caricano di giorno ed erogano luce nelle ore di buio.
I bagni mobili sono detti anche bagni chimici in virtu' del fatto che nella soluzione liquida presente nei serbatoi e' immesso il disinfettante colorato in blu e profumato che inibisce la
putrefazione delle sostanze organiche.
Linee-guida relative alle caratteristiche igieniche minime costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici.
1. Il bagno deve essere costituito o rivestito internamente con materiali non porosi che presentino superfici lisce, senza angoli vivi, che permettano una rapida decontaminazione;
2. le dimensioni interne non devono essere inferiori a 100 x 100 cm per la base e a 200 cm per l'altezza; il bagno destinato a disabili non dovra' presentare barriere che impediscono l'uso dello stesso a disabili in sedia a rotelle (presenza di scalini, assenza di maniglie di appoggio); inoltre in questo caso il bagno deve essere provvisto di un piano di calpestio che assicuri la rotazione completa di una sedia a rotelle;
3. nella struttura del bagno devono essere presenti delle griglie di aerazione poste nel terzo inferiore della porta che assicurino un continuo ricambio d'aria;
4. il tetto deve essere preferibilmente costituito da materiale semitrasparente realizzato in modo tale da favorire l'illuminazione dall'esterno e limitando il surriscaldamento da irradiazioni solari;
5. la porta deve aprirsi verso l'esterno ed essere dotata di un sistema di chiusura a molla e di un sistema di segnalazione che indichi quando il bagno e' libero od occupato; deve essere inoltre
presente un chiavistello azionabile dall'interno e, in caso di necessita', dall'esterno con apposita chiave;
6. deve essere assicurata nel bagno la presenza di carta igienica in apposito contenitore e di un gancio appendiabiti;
7. deve essere assicurata all'interno del bagno o nelle immediate vicinanze (e in questo caso nel rapporto di circa 1:8) una struttura per il lavaggio e, se possibile, disinfezione delle mani; all'acqua
destinata al lavaggio delle mani deve essere aggiunto un disinfettante che assicura la non proliferazione di microrganismi o muffe nell'acqua stessa; deve inoltre essere assicurata la presenza di asciugamani monouso;
8. e' opportuna la disponibilita' di bagni chimici corredati di lavamano interno o esterno con acqua additivata di disinfettanti ad uso esclusivo degli addetti alla preparazione, manipolazione, distribuzione e vendita di alimenti e bevande, ove sia prevista la presenza di tale personale;
9. il vaso deve essere dotato di un meccanismo che prevede l'innalzamento della seggetta affinche' questa, dopo ogni utilizzo, si disponga in posizione verticale; e' necessaria la presenza di un distributore di copriseggetta in carta con congrua dotazione della stessa;
10. il bagno deve essere dotato di un sistema di ventilazione, mediante un tubo che metta in comunicazione il serbatoio dei reflui con l'esterno del tetto, che impedisca l'esalazione di eventuali odori molesti all'interno della cabina WC;
11. la vasca reflui deve essere preferibilmente dotata di un sistema di schermatura in grado di impedire eventuali schizzi di materiale fecale e/o urine che possano contaminare l'utilizzatore e
la seggetta; la schermatura dovra' essere provvista di un sistema di pulizia e di decontaminazione; per la pulizia della schermatura devono essere utilizzati liquidi contenenti tensioattivi,
disinfettanti o applicato altro idoneo sistema;
12. e' fatto divieto assoluto di riutilizzare reflui, anche se trattati, per la pulizia della schermatura;
13. la svuotatura della vasca di raccolta dei reflui deve essere effettuata, tenendo conto in particolare della situazione meteorologica e della numerosita' delle utenze definita e indicata
dalle aziende, almeno una volta a settimana;
14. deve essere impedito l'accesso al bagno nel caso in cui la vasca di raccolta sia colma o satura;
15. dopo ogni svuotatura deve essere effettuato un lavaggio dell'intero bagno mediante uso di acqua sotto pressione a temperatura elevata (100 0C) e ne sara' ripristinata la completa funzionalita';
gli operatori, in questo caso, dovranno comunque adottare opportune misure di sicurezza al fine di evitare l'esposizione ai contaminanti;
16. e' opportuno che il bagno sia fornito di specchietto di opportune dimensioni;
17. appositi segnalatori esterni al bagno devono indicare il sesso a cui sono destinate le varie strutture, il divieto di fumare all'interno del bagno ed il divieto di sosta nelle immediate
vicinanze.
Roma, 31 ottobre 2007
Il Ministro: Turco
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