Monti ha salvato l’Italia ma non gli italiani. Eppure una soluzione per risolvere il problema c’era, ma i politici, come al solito, l’hanno ignorata!

La grande scrittrice Oriana Fallaci, in una sua opera ha scritto: “Vi sono momenti nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.
Quello che il nostro Paese sta vivendo in questi giorni, è uno di questi momenti in cui non è possibile rimanere zitti, in cui ci si sente traditi, in cui si sperimenta sulla propria pelle che  i nostri politici, di tutti gli schieramenti, ci hanno raccontato e ci raccontano frottole; in cui si tocca con mano che chi sta in Parlamento non rappresenta la collettività, ma esclusivamente i propri interessi.

Alla fine ci siamo accorti che i sacrifici economici che lo Stato ci ha chiesto negli ultimi 20 anni, da Amato in poi, non sono serviti per rimettere in carreggiata l’Italia, ma solo per tamponare delle falle senza eliminare alla radice i problemi che le causavano.

Nonostante l’ottimismo sbandierato dall’ultimo Governo, che fino alla fine ha negato le difficoltà che stiamo vivendo, la politica è ricorsa ad un governo tecnico, quello, per capirci, che deve fare il “lavoro sporco”, ovvero massacrare di tasse dirette e indirette coloro che vivono di stipendio fisso, le famiglie e i pensionati; intervento che se fosse stato fatto da un qualsiasi partito politico, questo avrebbe inevitabilmente perso le prossime elezioni.

Con la scusa che “se cade l’Italia cade l’euro”, si è creato un vero e proprio “compromesso storico”, tanto osteggiato nei decenni passati, visto che l’attuale Governo è appoggiato sia dal centro-destra che dal centro-sinistra.
Entrambi gli schieramenti sperano che Monti rimetta le cose a posto per qualche anno, in modo di poter poi continuare la politica che tutti conosciamo, quella che guarda esclusivamente agli interessi della Casta!

Durante il suo primo intervento alla Camera, il neo-Presidente aveva categoricamente escluso di avere legami con le forze economiche e le multinazionali; ma se andiamo ad analizzare i punti della sua manovra economica, non si può non notare che, ad esempio, la liberalizzazione dei farmaci nulla ha a che vedere con la crisi, con i problemi economici nazionali, visto che è una scelta ad esclusivo vantaggio delle multinazionali farmaceutiche che, come d’incanto, vedranno ampliarsi il loro mercato entrando con i farmaci di fascia C, quelli a pagamento, anche nelle parafarmacie.
Per il resto fa specie constatare che i tagli alle regioni e agli enti locali ricadranno automaticamente sui cittadini, che vedranno inevitabilmente lievitare le tasse locali e i costi dei servizi pubblici e, contestualmente, sentire i nostri politici, quelli che sono diventati vecchi in Parlamento, dire che loro non rinunciano al vitalizio perché è un diritto acquisito.

Ma anche il nostro andare in pensione ad un’età ragionevole era un diritto acquisito, come lo era quello di avere uno stipendio o una pensione aggiornati periodicamente per l’inflazione!
Giolitti diceva che “La legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica”, …ed aveva ragione!

Considerata l’equità della manovra, tanto sbandierata dal Primo Ministro e dai media asserviti al Potere che lo hanno incoronato come “Salvatore della Patria”, viene spontaneo chiedersi come mai l’aumento dell’IRPEF per i redditi alti alla fine è stato accantonato e come mai, se l’obiettivo è quello di rilanciare l’economia, il Governo, composto da Docenti Universitari che dovrebbero rappresentare il massimo della preparazione in campo economico a livello nazionale, ha scelto di aumentare l’accise sui carburanti e l’IVA, che provocheranno inevitabilmente un consistente aumento del costo della vita e l’inevitabile contrazione dei consumi con conseguente ristagno dell’economia?

Una manovra del genere sarei stato capace di farla anche io che sono un semplice perito informatico!

Solo che se l’avessi scritta io (o una qualsiasi persona  non dipendente dal dictat dei partiti e dei poteri economici) l’avrei sicuramente realizzata più giusta, andando ad  intervenire sulle vere fonti di spesa dello Stato, chiudendo le falle di dispersione economica che ci hanno portato dove siamo arrivati adesso.

Per prima cosa sarei intervenuto sulla Sanità, ma non tagliando come hanno fatto loro (questo, sono bravi tutti a farlo!), semplicemente concedendo ai cittadini la libertà di scelta terapeutica.

Una breve parentesi prima di spiegare cos’è e come influisce sulle casse della Stato la libertà di scelta terapeutica…
Chi segue il mio blog da anni, sa che non parlo mai (pardon, scrivo) senza un’adeguata documentazione, senza il supporto di leggi, sentenze e pareri autorevoli.

Un argomento lo tratto solo se sono sicuro di quello che affermo.
Quello che andrò a dire tra breve, potrà rappresentare una sorpresa per molti o una bestemmia per altri; di certo è che tutto è come al solito supportato da documentazione.

E veniamo alla libertà di scelta terapeutica.

Sicuramente saprete che tutti gli interventi medici ospedalieri sono dettati da rigidi protocolli e che difficilmente un medico rischierà di uscire dal seminato, da quello che afferma la medicina ufficiale, per paura di essere sospeso o radiato dal proprio Ordine Professionale.

In Italia annualmente si ammalano di cancro circa 250.000 persone e i decessi sono circa 150.000.
Salvo qualche eccezione, un malato di cancro sottoposto a chemio sopravvive in media 4-5 anni; in genere ha una remissione iniziale e, al secondo attacco del male, muore.

Nonostante i grandi successi (50/60%  di guarigioni!) sbandierati dal Prof. Veronesi e dall’oncologia ufficiale, nella realtà, in base ad un’imponente indagine statistica del 2004, la più grande mai realizzata dagli americani e dagli australiani, la percentuale di successo della medicina ufficiale contro il cancro è appena del 4%!
In pratica è vicina allo zero!
A questo link potete leggere il documento ufficiale dell’indagine: http://fiocco59.altervista.org/fallimento_chemio.htm .
I fantomatici successi vantati sui giornali asserviti al potere delle case farmaceutiche, che stranamente vengono pubblicati ogni Natale e in occasione del “730” (…fateci caso!), si riferiscono a statistiche taroccate: tutti le conoscono, tutti sanno che non sono veritiere e… tutti tacciono!
Ma come si tarocca una statistica di questo genere?
E’ semplicissimo. Considerato che ci sono tumori di facile soluzione come quelli alla tiroide e altri, come quelli al fegato, cervello e polmoni che invece sono inguaribili, se nella statistica inserisco 60 tumori guariti alla tiroide e 40 tumori inguaribili al fegato o al cervello, ecco che come d’incanto si ottiene una percentuale di successo del 60%!
E ancora.
Se un malato viene ricoverato per cancro e poi, dopo il ciclo di chemio viene dimesso, per la medicina ufficiale è una persona guarita.
Quando tornerà nuovamente per l’aggravarsi della malattia, verrà considerato statisticamente come un nuovo paziente.
Sembrerà assurdo, ma le statistiche in questo campo funzionano in questo modo!
Per chi vuole approfondire l’argomento è possibile leggere il libro “Kankropoli, la mafia del cancro”, reperibile al link:
http://www.aerrepici.org/K0.HTM

A questo punto vi chiederete cosa c’entra tutto questo con la libertà di scelta terapeutica e i risparmi nella Sanità?
E’ presto detto: un malato di cancro, da quando si ammala a quando muore, costa alla collettività circa 200.000 euro, ovvero quattrocento milioni di vecchie lire.
(A questo indirizzo internet potete leggere i costi dei cicli di chemioterapia: http://www.disinformazione.it/costi_oncologia.htm )
Calcolando una media di 600.000 persone che ogni anno si sottopongono a chemio (numero sottostimato!) e che restano in cura circa 5 anni, il costo a carico del servizio Sanitario nazionale è il seguente: 600.000 x 200.000 = 120.000.000.000 (120 miliardi di euro).
Dividendo questa spesa per 5 (gli anni di aspettativa di vita), otteniamo una spesa annuale di 24.000.000.000 (ventiquattro miliardi di euro).
Per chi volesse documentarsi su questa problematica, consiglio di leggere il libro “Cancro $pa” di Marcello Pamio, reperibile al link: http://www.disinformazione.it/libreria/dispense_quaderni.htm

In sintesi, la chemio raramente guarisce ( a conferma di questo è possibile visitare il link http://fiocco59.altervista.org/ALLEGATI/ISS%20chemioterapici.pdf dove è visibile un documento dell’Istituto Superiore di Sanità, che allerta il personale medico addetto alla somministrazione della chemio per il pericolo reale che le sostanze iniettate possano causare il cancro agli operatori), i malati muoiono in mezzo ad atroci sofferenze, ogni ciclo costa cifre assurde, i medici continuano a praticarla nonostante gli insuccessi  senza cercare strade alternative per timore di essere sospesi o radiati dal proprio Ordine professionale, le multinazionali farmaceutiche si arricchiscono e lo Stato paga.

Come si può vedere, è un circolo vizioso nel quale lo Stato è vittima e carnefice, visto che nel corso dell’ultimo trentennio ha osteggiato con ogni mezzo tutti i medici che hanno scoperto una terapia alternativa valida.
Dal siero di Bonifacio a DiBella, dove entrambe le scoperte  sono state azzerate  mediante sperimentazioni truccate,  ad Albert, pseudonimo sotto il quale si nasconde l’ingegnere italiano inventore del BIOTRON – Biosystem (una macchinetta grande come un pacchetto di sigarette che invia messaggi elettromagnetici ai tessuti permettendo loro di ricostruirsi in modo normale e dunque di eliminare le cellule tumorali). Per la cronaca questo ingegnere dovette rifugiarsi all’estero perché minacciato di morte.
Altri perseguitati dalla Stato:

il Dr. Tullio Simoncini, radiato dall’Ordine dei Medici per aver scoperto che il cancro si cura con successo con infusioni di semplice bicarbonato di sodio; infangato, perseguitato dai poteri forti italiani, sbeffeggiato dai media, da Striscia la Notizia, da Mi manda rai3, ma osannato all’estero, in particolare in America dove viene continuamente invitato a tenere conferenze o come ospite d’onore di convegni internazionali sul cancro. Sul suo sito www.curenaturalicancro.org, ci sono diverse testimonianze video di persone guarite, che mostrano la loro documentazione medica, prima e dopo la cura con il bicarbonato di sodio;

il Dr. Giuseppe Nacci, di Trieste, sospeso per sei mesi perché pubblicizzava una terapia basata esclusivamente su metodi naturali;

Giovanni Puccio, studioso indipendente di Palermo, anche lui scopritore di una terapia in grado di curare il cancro, famosa all’estero ma praticamente sconosciuta in Italia per il continuo boicottaggio dei media.

Le terapie di queste persone, che veramente guariscono e che costano letteralmente quattro soldi, non possono essere praticate in Italia per il veto della Medicina Ufficiale.
Il malato che vuole curarsi con questi metodi deve farlo di nascosto e di tasca propria.
Qualche lettore obietterà che queste terapie,  prima di essere adottate su scala nazionale, dovrebbero essere sperimentate ufficialmente; nella realtà cominciano ad essere parecchi i casi di malati guariti in Italia e nel mondo.
Alla luce di questi risultati, una sperimentazione ufficiale potrebbe risultare quasi inutile.
Se vogliamo approfondire l’argomento dal punto di vista legale, l’articolo 3 della Legge 8 Aprile 1998, nr. 94, concede la facoltà al medico di praticare a sua discrezione le terapie alternative, ovvero di impiegare sostanze per la cura del cancro usate normalmente per curare altre patologie (su questa problematica consultare il link: http://www.curenaturalicancro.org/legge_che_tutti_ignorano.htm ); tuttavia, come accennato precedentemente, la paura di essere radiati o sospesi dall’Ordine dei Medici è talmente grande che nel corso degli ultimi anni pochi medici si sono avvalsi di questa norma.

Verrebbe da chiedersi come mai la chemio venga utilizzata negli ospedali nonostante sia in sperimentazione da 50 anni!
Perché la chemio si e queste terapie alternative no?

Libertà di scelta terapeutica vuol dire dare a tutti la possibilità, per legge, di curarsi anche con la medicina alternativa che, paradossalmente, è l’unica che riesca veramente a guarire.
A fronte di costi irrisori per lo Stato, il malato si cura senza soffrire e guarisce molto spesso definitivamente.
Conosco persone nella mia cittadina, date per spacciate e abbandonate dalla medicina ufficiale dopo mesi e mesi di chemio, che sono guarite con la terapia Simoncini e con quella di Puccio.

Dare questa possibilità ai cittadini, vuol dire tutelare veramente la loro salute e, soprattutto, risparmiare le cifre a nove zeri sopra descritte, a vantaggio delle casse della sanità italiana e, quindi, delle nostre tasche.

Un altro intervento che farei nella Sanità, riguarda i malati di sclerosi multipla.
Lo scorso anno il Prof. Zamboni aveva scoperto che buona parte di questi pazienti hanno occlusa una vena del collo.
Liberandola con un piccolo intervento, malati che da anni vivevano sulla carrozzina hanno iniziato nuovamente a camminare.
Ne hanno parlato in 2 servizi “Le Iene”, documentando anche quanto costano mensilmente le terapie farmacologiche somministrate ai malati di sclerosi dalla Medicina Ufficiale, che al massimo rallentano la malattia senza guarire.
Anche queste sono cifre altissime.

Naturalmente anche in questo caso la Medicina ufficiale, supportata dai nostri politici, ha boicottato lo studioso e le sperimentazioni, attualmente, procedono a rilento.

Altro intervento riguarda i cardiopatici.
Io sono la prova vivente che da un infarto si può guarire grazie alla medicina alternativa, per la precisione la medicina ortomolecolare.
Se avessi dato retta ai protocolli, peraltro costosi, che gli ospedali prescrivono agli infartuati, a quest’ora, molto probabilmente, trascorrerei le mie giornate seduto su di una poltrona per non affaticare il cuore; invece faccio trekking e vari tipi di sport e vivo una vita perfettamente normale.
Tutti quanti, compreso lo Stato, per superficialità dei nostri politici o per connivenza, ignorano che la medicina ufficiale anziché guarire tende a cronicizzare il malato e, conseguentemente, ogni anno la spesa medica è in continua ascesa.

Riguardo agli infartuati, se lo Stato desse a tutti la possibilità di effettuare analisi del sangue ogni 5-6 mesi a spese del Servizio Sanitario Nazionale, controllando determinati parametri indicatori del pericolo di infarto (che invece non vengono controllati mai, neanche dai medici di famiglia), sicuramente il 50% degli infarti potrebbero essere evitati, con enorme risparmio per le casse statali.
Lo stesso si può dire per gli anziani che vengono letteralmente abbandonati al loro destino, perché vecchi. Se lo Stato prevedesse per legge esami del sangue a intervalli prestabiliti, si potrebbe fare vera prevenzione e conseguentemente tante patologie invalidanti potrebbero essere evitate, tante persone continuerebbero ad essere autonome, senza gravare sulle casse della Sanità.

L’ultimo intervento che farei sulla Sanità riguarda la consistente riduzione dei mega stipendi dei Manager. Considero infatti inammissibile che questa gente percepisca stipendi così elevati e, soprattutto, liquidazioni milionarie, visto anche la scarsa efficienza delle ASL.
Condivido quanto ha fatto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ai manager delle aziende municipalizzato ha applicato uno stipendio dieci volte superiore a quello di un salario minimo.
In Italia, invece, per certe figure, come ad esempio il Presidente di Finmeccanica, vengono concesse buonuscite talmente elevate da farci vergognare di essere italiani!
In piena crisi, con i sacrifici che si stanno chiedendo anche alle classi più povere, come coloro che usufruiscono della pensione minima, assistiamo alla “scena” di una montagna di denaro di tutti che viene dato ad una sola persona …e non si sa neanche per quali meriti!

E visto che ho citato Finmeccanica, passiamo a descrivere cosa farei per l’occupazione.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese.
Attualmente, nonostante gli aiuti che la Fiat ha percepito dalla Stato, si sta facendo sempre più concreta la possibilità che questo colosso abbandoni l’Italia.
Per Torino e le altre fabbriche italiane è una tragedia annunciata, destinata a materializzarsi quasi sicuramente nei prossimi anni.
Se l’evento dovesse verificarsi, conoscendo le scarse capacità dei nostri politici e del loro entourage,  la situazione diventerà veramente drammatica per migliaia di famiglie italiane.

Se i nostri governanti, compresi i ministri del Governo Monti fossero stati lungimiranti, avrebbero approfittato della situazione di Termini Imerese per creare una vera e propria rivoluzione industriale italiana, creando una’autovettura rivoluzionaria, dal costo di una comune utilitaria, che  percorre 200-250 km al costo di 1,5 euro, che può raggiungere una velocità di 110 km/h, che non ha bisogno di manutenzione, che non va né a benzina, né a gasolio, nè a gpl, né  a metano, ma ad aria.
Potevano avere l’esclusiva a livello mondiale, creare tanti nuovi posti di lavoro, abbattere drasticamente il costo della vita in Italia perché acquistando meno petrolio sui mercati internazionali, questo si sarebbe abbassato di prezzo, facendo scendere i costi di produzione e di trasporto delle materie prime, abbassando quindi le spese delle famiglie italiane.

Per sviluppare questo “miracolo economico” occorreva solo che il Governo avesse fatto accordi con Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che da anni sta lavorando ad “eolo”, il motore ad aria compressa.
L’auto è pronta da qualche anno, ma come i medici alternativi che vengono boicottati dallo Stato e dai poteri forti, questo ingegnere non riesce a trovare la strada per mettere in produzione le sue autovetture.
Se lo Stato italiano avesse scelto questa via, nel giro di un anno avremmo rivoluzionato l’economia mondiale!
A questo link: http://www.youtube.com/watch?v=hfg_yXRKGOI potete vedere questa autovettura.
Questa auto va ad aria e risolleverebbe la nostra economia e, soprattutto l’ambiente (sito ufficiale: http://www.mdi.lu/).
Altra iniziativa che il Governo poteva fare era quella di sfruttare l’invezione del Kinetic Drive System, che consente a qualsiasi auto di raddoppiare il numero di km percorsi con un litro di qualsiasi carburante con l’applicazione di un semplice kit che, guardacaso, nessuna industria produttrice di auto, inclusa la Fiat, ha voluto.

(http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/inventa-sistema-risparmiare-carburantema-italia-idea-interessa/189060/ ).
Lo Stato poteva elargire contributi per l’installazione dell’apparecchio, con beneficio dei consumatori che avrebbero visto dimezzate le spese mensili per il carburante a vantaggio dei bilanci familiari e dell’ambiente.

A proposito di ambiente, dei rifiuti di Napoli e delle città che debbono spendere una fortuna tassando i cittadini per smaltire i rifiuti urbani, se i nostri Ministri per l’ambiente, da Pecoraro Scanio, alla Prestigiacomo e all’attuale, fossero (o fossero stati) veramente preparati e non messi lì solo per occupare una poltrona, sicuramente sarebbero riusciti a trasformare l’immondizia in una risorsa economica per la città.
Città come Roma avrebbe potuto avere incassi milionari grazie allo sfruttamento della propria immondizia; questo avrebbe comportato l’abbattimento delle tasse, tanto denaro disponibile per il comune, un ambiente più pulito.

Invece si è puntato sui termovalorizzatori, che ci hanno fatto credere non inquinanti e che invece si sono dimostrati fonte di cancro per tutti quelli che vi abitano vicino.
L’immondizia poteva e può essere una risorsa utilizzando il “Magnegas”, l’invenzione di un ingegnere italo-americano. Questa macchina, grande come il rimorchio di un camion, può essere collegata ad una fogna e produrre un metano molto più puro di quello dei giacimenti, il liquido che esce lo si può addirittura bere (e quindi usare per l’irrigazione), le parti solide che vengono prodotte sono degli ottimi fertilizzanti ecologici.
A questi links potete vedere la documentazione sul magnegas:
http://www.youtube.com/watch?v=0SXPje7mn00
http://www.youtube.com/watch?v=E9HUFlcHiTQ&feature=related

Altra risorsa che poteva e può essere sfruttata per risparmiare l’energia e quindi i costi dello Stato, ma che è stata letteralmente boicottata dal Governo Berlusconi e ignorata dall’attuale, è la scoperta di Rossi e Focardi, denominata “e-cat”.

La possibilità di realizzare centrali nucleari a fusione fredda, non inquinanti, dal costo irrisorio, che garantiscono la produzione di energia a costi vicini allo zero, senza costituire pericolo per la popolazione.
La scoperta è stata analizzata da esperti internazionali, sono già in produzione apparecchi anche casalinghi, ma come al solito i nostri politici, presumibilmente dietro le pressioni di coloro che volevano costruire nel nostro Paese centrali nucleari, l’hanno ignorata e boicottata insieme ai media.
Pensate se ogni città si dotasse di una centrale del genere, sicura, non inquinante, ci libereremmo per sempre dalla schiavitù del petrolio!
Attualmente la scoperta ha interessato gli americani ma non (chissà perché!!!) gli italiani!
In questo link: http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6320-e-cat-fusione-fredda potete leggere un interessante articolo su questa scoperta.

Come potete constatare, esistono diverse soluzione per abbassare il deficit dello Stato e rivoluzionare la nostra economia e le nostre finanze!

Ma si può intervenire anche sul piano economico senza fare quello che ha scelto di fare il Governo Monti!
Anziché massacrare i pensionati, salvando i ricchi, il Governo poteva scegliere di far acquistare agli Italiani i titoli di Stato, prevedendolo per legge, come se fosse una sorta di prestito.
In questo modo si sarebbe impedito alle banche ogni tipo di speculazione.

Questa non è un’idea campata in aria, perché a livello internazionale si è già creato un fronte di esperti che hanno ideato questa soluzione.

La documentazione la potete leggere a questo link: www.europeancommongoods.org .

Il Governo doveva proporre nella Finanziaria di togliere il vitalizio a tutti i politici, non solo a quelli che verranno in futuro, oppure concedere loro una pensione a vita in base ai contributi versati.

Se viviamo in uno Stato di Diritto, le leggi debbono essere uguali per tutti!
Perché la manovra Monti fosse equa, avrebbe dovuto prevedere che le indennità dei parlamentari fossero elargite in base all’effettiva presenza nelle attività parlamentari e non, come ora, che vengono addirittura previsti incentivi economici per far partecipare i politici alle Commissioni, come se già non guadagnassero abbastanza!
In questo modo lo Stato risparmierebbe parecchio denaro e il Parlamento funzionerebbe realmente.

Per abbassare i costi della pubblica amministrazione, si potevano abbassare gli stipendi dei dirigenti e manager pubblici, elimiminare le buonuscite milionarie, prevedere penali per chi avesse portato in deficit un’amministrazione, anziché premiarlo come avviene ora.
Si potevano eliminare i doppi incarichi ai segretari comunali che in molte realtà sono contemporaneamente anche city manager, venendo pagati due volte per lo stesso lavoro.

Sul fronte delle famiglie, visto che con la Finanziaria perderanno dai 1500 ai 2000 euro, il Governo poteva intervenire rivalutando il loro reddito, agendo sui costi dei generi alimentari, sottraendoli allo strapotere delle grandi catene di distribuzione.
La soluzione, anche in questo caso è abbastanza semplice ed occorre solo avere la volontà di attuarla.

Ecco, in sintesi, quello che si potrebbe fare.

Premessa
Con l’avvento dell’euro, è risaputo che il costo della vita è raddoppiato.

Se uno si reca al supermercato per acquistare ad esempio frutta, potrà notare che le mele, che un tempo costavano 1000 lire al kg, ora costano un euro e più.
Chi ha risentito di più di questi aumenti, sono state le famiglie italiane del ceto medio, a reddito fisso, che hanno visto dimezzare il potere di acquisto dei loro salari.
In una famiglia media  una delle voci principali di spesa mensile riguarda l’acquisto di alimenti; un nucleo familiare medio spende per mangiare circa 400-500 euro al mese.
In Italia si stanno affermando i grossi centri commerciali che a fronte di una maggiore offerta di prodotti, costituiscono di fatto un “cartello” che tiene obbligatoriamente alti i prezzi.
Non so se il lettore avrà mai notato nei supermercati dei personaggi eleganti, con un vistoso cartellino appeso sul taschino della giacca, intenti a rilevare i prezzi dei prodotti e ad annotarli su un libriccino.
Queste persone sono gli ispettori dei centri concorrenti che hanno il compito di controllare i prezzi praticati dalla concorrenza e, aggiungo io, “verificare se  vengono praticati ribassi eccessivi dei prodotti posti in vendita”.

(Prova di questo è che le vendite sottocosto dei prodotti alimentari non sono libere e che ogni gruppo che le vuole praticare deve chiedere il permesso alla casa fornitrice.)

In pratica, secondo quanto mi hanno dichiarato alcuni amici che lavorano in grandi supermercati,  esiste di fatto un cartello della grande distribuzione teso al mantenimento dei prezzi elevati dei prodotti al quale nessuno può sfuggire: tutti lo sanno, nessuno interviene! …e chi paga sono i consumatori!
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Nota
E’ risaputo che nella filiera alimentare, considerando che all’origine i prodotti continuano ad essere pagati agli agricoltori cifre irrisorie, chi fa lievitare i prezzi sono principalmente i grossisti e le altre figure intermedie che intervengono successivamente (si pensi a chi solamente gestisce la distribuzione della pasta, che con una sola telefonata in cui dispone il movimento di quintali di prodotto, incassa il 10% del valore della merce trattata, andando logicamente a gravare sul costo totale!
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La proposta per contrastare questo fenomeno, considerando che le Autorità non possono fare nulla, è la seguente:

Creare un organismo nazionale (per capirci tipo il Consip), che si occupi di reperire sul mercato nazionale alimenti di qualità, acquistandoli direttamente all’origine (dai produttori) sull’intera penisola.
Ogni comune dovrà essere libero di creare un negozio di alimentari comunale (come ora è libero di aprire una farmacia), dove saranno disponibili alimenti “nazionali” venduti ad un prezzo equo (praticamente tornando al valore delle vecchie lire).

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Nota
La praticabilità di tali prezzi, è confermata dai farmer’s market *, i mercati degli agricoltori che grazie alla Coldiretti, negli ultimi anni stanno spuntando come funghi a livello nazionale.
Si pensi che i loro disciplinari, prevedono, in genere, che il prezzo praticato debba essere quello del listino della Borsa merci della locale camera di Commercio, maggiorato di un max del 50% – 80%.
Un esempio pratico: alcuni mesi fa la Borsa merci della Camera di Commercio di Ascoli Piceno (S.Benedetto del Tronto), prevedeva che gli spinaci dovessero essere venduti dai produttori a 0,15 centesimi al Kg.
Applicando la maggiorazione prevista del 50%, come da disciplinare, il produttore poteva vendere quel prodotto al consumatore finale a 22,5 centesimi, ben lontano dal prezzo di 1, 3 euro con il quale questa verdura veniva venduta presso un centro commerciale!

L’effetto di questa politica dei prezzi e quindi della bontà della mia teoria, mi vennero confermate nel 2009 dall’assessore al Commercio del Comune di Fermo, che mi raccontò ciò che  avvenne nel mercato cittadino dopo l’apertura del farmer market.

I contadini avevano posto in vendita alcuni prodotti a 80 centesimi mentre i commercianti del mercato li vendevano a 1,4 euro.
Con i prezzi aggressivi praticati dagli agricoltori, i commercianti furono costretti ad abbassare i loro, ponendo in vendita gli stessi prodotti a 90 centesimi (pensate al denaro risparmiato dalle famiglie fermane e cosa scatenerebbe un’idea del genere a livello nazionale: gli stipendi e le pensioni recupererebbero come minimo il 40% del loro potere di acquisto!).

* sulla Gazzetta ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007, è stato pubblicato il decreto ministeriale 20 novembre 2007 “Attuazione dell’articolo 1, comma 1065, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sui mercati riservati all’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli”
__________

Se venisse messa in atto un’iniziativa del genere in campo nazionale, i centri commerciali e i grossisti, se vorranno continuare a vendere i loro prodotti, dovranno per forza abbassare il prezzo perché, altrimenti, a parità di qualità, il consumatore si rivolgerà “sicuramente” alla rivendita comunale.

Il vantaggio di questa iniziativa:

1) enormi guadagni per il comune che consentirebbero l’abbassamento delle tasse locali (visto che in questo modo avrà entrate consistenti ed autonome);

2) creerebbe occupazione a tempo indeterminato. In Italia ci sono circa 8000 comuni. Calcolando che in un comune medio di 8000 abitanti, questa attività potrebbe dare lavoro a circa 7-10 persone,  mentre in un comune grande come Milano potrebbe impegnarne qualche centinaio, alla fine si creerebbero 100-130.000 nuovi posti di lavoro stabili;

 3) si aiuterebbe l’agricoltura italiana visto che i contadini avrebbero chi acquista i loro prodotti ad un prezzo decente senza più essere presi per il collo dalla grande distribuzione, che dovrà a sua volta adeguarsi. L’iniziativa potrebbe creare occupazione stabile anche nell’agricoltura.
Secondo i dati forniti dalla Coldiretti, nel 2004, per ogni euro speso dai consumatori per acquistare frutta o verdura, l’azienda agricola ha incassato solo 22 centesimi, l’industria alimentare 30 e la struttura commerciale (grossisti e dettaglianti) ne hanno intascati 48.

Con gli spacci comunali, si creerebbe la possibilità di “saltare” alcuni passaggi della commercializzazione (in pratica si avrebbe la filiera corta, visto che l’organismo nazionale acquisterebbe direttamente alla fonte distribuendo poi i prodotti nei vari depositi comunali), con conseguente risparmio per il consumatore finale che non sarebbe più costretto a sottostare ai prezzi imposti dai grandi centri commerciali.

In pratica si realizzerebbe un calmiere che ridurrebbe drasticamente il costo della vita:
nel momento in cui la grande distribuzione adottasse metodi “da cartello”, occorrerebbe solamente che questo nuovo organismo nazionale commercializzasse gli stessi prodotti a prezzi “normali”, per impedire ogni genere di speculazione.
Con questo sistema si riuscirebbe ad avere sempre sotto controllo il costo della vita, a vantaggio dell’economia nazionale.

Quando negli ultimi inverni si è assistito alla speculazione sui prezzi delle verdure, i media hanno accusato il Governo di non fare nulla per rallentare la crescita del costo della vita.
Qualche assessore o addirittura Ministro si è fatto intervistare dicendo che avrebbe interessato la Guardia di Finanza etc.
Nella realtà tutti hanno raccontato solo grandi balle visto che in Italia e in Europa il mercato è libero e chiunque può vendere i propri prodotti al prezzo che vuole.
Se, come è capitato da noi, la grande distribuzione si mette d’accordo per alzare i prezzi con la scusa che è difficile reperire gli alimenti (raccontando comunque una grande balla alla collettività visto che parecchi prodotti vengono immagazzinati nelle camere frigorifere dei grossisti in autunno), a meno che non si riesca a dimostrare che quanto affermato non è vero, è impossibile intervenire per abbassarli d’Autorità.
L’unica cosa che può fare il cittadino è andare ad acquistare la frutta, la verdura e gli altri alimenti da qualche altra parte (se riesce a trovarla).

Un organismo pubblico, sviluppato come sopra descritto,  in grado di fare reale concorrenza alla grande distribuzione che detiene il monopolio dei prezzi, sarebbe quindi una risposta concreta alle problematiche dei consumatori.

Considerato che attualmente ogni comune può aprire una farmacia (le farmacie comunali erano inizialmente nate per vendere medicinali a prezzi più bassi… ma ora si sono adeguate), da quello che risulta, dopo aver consultato le normative nazionali e europee sulla materia, può a mio avviso essere libero di aprire anche uno spaccio commerciale, visto che nessuna norma nazionale o europea lo vieta.

Conclusione

Come potete vedere esistono tante possibilità, tante strade percorribili per salvare l’Italia; quella che manca è la volontà di risolvere il problema da parte dei nostri governanti, a causa di tutti gli interessi economici che ruotano attorno alla politica italiana.
Dai 98 miliardi di euro evasi dai concessionari dei Monopoli di Stato e  mai riscossi dai vari Governi che si sono succeduti negli ultimi anni, dei quali nessun politico o giornalista parla, alle soluzioni prospettate in questo articolo, si potrebbe risolvere il problema del deficit italiano in tanti modi.
Si preferisce invece tassare i soliti noti, spingendo la popolazione più debole, come i pensionati che hanno lavorato tutta una vita per comprarsi un’abitazione, verso la povertà, visto che chi vive (sopravvive) con una pensione minima, difficilmente avrà il denaro per pagare la nuova ICI e tutte le altre tasse dirette e indirette create dal Governo Monti.
In futuro assisteremo sicuramente a proteste eclatanti di chi non riuscirà più a pagare l’affitto perché i proprietari delle loro abitazioni, naturalmente, trasferiranno su di loro i nuovi oneri fiscali della nuova Finanziaria.
E’ del 7 Dicembre la notizia apparsa sul quotidiano online “ilfattoquotidiano” che forse ci fa capire quali interessi stanno perseguendo i nostri governanti.
La notizia è la seguente: “Secondo l’agenzia delle entrate 100 miliardi di euro italiani sono custoditi nelle banche elvetiche. Ma il governo, come detto dal ministro Giarda rispondendo ad una interrogazione dell’Idv, non ha intenzione di fare accordi come quello tedesco e inglese”.

Ignazio Silone, nell’opera “Una manciata di more”, ha scritto una frase che nella nostra situazione nazionale calza a pennello: “…piovve e nevicò come gli altri anni, e i poveri rimasero poveri”.

Piero Nuciari

L’articolo in formato Pdf scaricabile:  manovra-monti.pdf

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