Possiamo dire addio anche alla mozzarella verace!

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Negli ultimi tempi abbiamo assistito al confronto-scontro tra il Premier Berlusconi e la consorte Veronica Lario sulla problematica della candidatura alle europee di persone dello spettacolo, definite con disprezzo “veline”, la cui caratteristica principale era non la preparazione ma il bell’aspetto, per non dire di peggio.
Come ricorderete, parecchi media ne hanno parlato e la notizia ha suscitato un certo disappunto in tutti coloro che credono ancora che nella vita, come in politica, le persone debbano fare carriera per le proprie capacità morali, intellettuali, culturali, anziché per il nasino all’insù e relativa carrozzeria collegata.
Ancora una volta i nostri politici non hanno capito quanto sia importante che al parlamento europeo vadano persone capaci e competenti, perchè da molti anni a questa parte, purtroppo, la vita della nostra nazione è regolata dalle norme europee che prevalgono su quelle nazionali.

Se proviamo infatti a leggere le direttive e i regolamenti europei degli ultimi anni, è difficile non notare che in nostri cugini d’oltralpe ci stanno letteralmente spogliando di quelle che sono le nostre tradizioni culinarie, sociali, agricole, etc.

Se al Parlamento Europeo non viene eletto qualcuno in grado di imporre il proprio punto di vista, difendendo con forza le nostre ragioni, i nostri valori e le nostre tradizioni,  tra qualche anno oltre all’aranciata senza arancia, al vino senza uva, avremo sicuramente anche le bistecche di plastica.

Passatemi l’ironia, ma la situazione è purtroppo molto seria.

L’ultima novità proveniente dall’Europa, riguarda la produzione dei nostri formaggi, esportati in tutto il mondo e conosciuti per la loro qualità.
Fino al 1° gennaio 2006, data di entrata in vigore del “Pacchetto Igiene”, erano tutelati dalla legge n. 138 del 1974, che vietava tassativamente l’uso del latte in polvere per la loro fabbricazione; con l’entrata in vigore del regolamento europeo n. 853/2004, le cose sono invece cambiate.
La legge nazionale, per la gerarchia delle fonti del diritto, è stata praticamente abrogata dal regolamento europeo ed ora, secondo il Tribunale di Monza, che si è pronunciato recentemente (*), anche in Italia è consentito produrre formaggi con materie prime “trasformate”, come polvere di latte, caseinati e altri derivati.
In pratica da ora in avanti i cittadini  pagheranno allo stesso prezzo dei prodotti caseari fatti con latte vero, mozzarelle e altri formaggi scadenti, senza poter capire se sono fatti con latte fresco o meno.

(*) La sentenza riguarda una ditta denunciata per aver fabbricato mozzarelle con polvere di latte e assolta perché il Regolamento comunitario, noto soltanto agli addetti ai lavori, prevale sulla legge italiana, permettendo la fabbricazione dei formaggi anche con materie prime “trasformate” come polvere di latte, caseinati e altri derivati.

Tutto questo, naturalmente, a discapito della nostra salute.
Un tempo ai bambini le nonne dicevano: “bevi il latte di mucca che così cresci meglio…”; ora forse è il caso di invogliare i nostri figli a bere qualcos’altro, magari latte di soia… (a parte l’OGM)!

Piero Nuciari

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