Publicato sulla G.U. n.235 del 08 Ottobre 2005 il D.Lgs 06 Settembre 2005 n. 206, meglio conosciuto come “Codice del consumo”

Il Codice del Consumo è un provvedimento finalizzato a riordinare e semplificare la normativa sulla tutela dei consumatori, dando seguito ai principi e gli indirizzi affermati in sede comunitaria. Il codice è orientato a favorire l’informazione del consumatore, a tutelarlo nella fase di raccolta delle informazioni, ad assicurare la correttezza dei processi negoziali e delle forme contrattuali da cui discendono le decisioni di acquisto.
Il D.Lgs. 206/2005 riunisce in un unico testo le disposizioni di 21 provvedimenti (4 leggi, 2 DPR, 14 D.Lgs. e 1 regolamento di attuazione) sintetizzando in 146 articoli il contenuto di 558 norme.
La caratteristiche più importante del provvedimento, ad avviso di chi scrive, è che per la prima volta nel nostro Paese, una normativa  definisce in modo chiaro i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti, promuovendone la tutela in sede nazionale e locale, anche in forma collettiva.
Altro dato importante è che finalmente vengono formalmente disciplinate la concorrenza, la trasparenza e l’informazione nel mercato, favorendo la qualità dei prodotti e dei servizi.

Il provvedimento, portato al vaglio del Governo dal Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola, è suddiviso in sei sezioni per categorie tematiche:
1. disposizioni generali;
2. educazione, informazione e pubblicità;
3. circolazione di beni e servizi;
4. sicurezza e qualità;
5. associazioni dei consumatori e giustizia;
6. Disposizioni finali
Anche se sono numerose le incongruenze riscontrabili dal punto di vista dei contenuti e della stessa tecnica normativa che non sembra certo ispirata  alla “semplificazione”, a causa dell’eccessivo utilizzo della tecnica del rinvio ( come invece vorrebbe la delega), si può dire che il Codice ha comunque apportato dei miglioramenti ai consumatori, alle imprese ed al mercato in generale.
I consumatori, infatti, si sono visti esaltare la loro posizione giuridica sul piano individuale e collettivo, visto che sono state migliorate le regole sulla correttezza delle pratiche commerciali, sull’informazione e sull’accesso alla giustizia.
Stesso discorso vale per le imprese visto che la nuova normativa migliora di fatto la concorrenza, la trasparenza e l’informazione sul mercato, favorendo una migliore qualità dei prodotti e dei servizi. Dal punto di vista del mercato, il decreto Legislativo contribuirà senza dubbio ad incrementare la fiducia dei consumatori e delle imprese, migliorandone il funzionamento con conseguente crescita degli scambi a beneficio di tutta la collettività nazionale.                                                                                                                       

  Piero Nuciari 

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